
Antonio Ligabue, pittore e artista che visse ai margini, nella pittura trovò una voce per dare forma alle proprie inquietudini: animali feroci, autoritratti e paesaggi diventano il riflesso di un mondo interiore inquieto e potentissimo. La sua arte istintiva e visionaria trasformò il dolore in poesia. Il Ligabue raccontato da Mario Perrotta, tra i più straordinari narratori del teatro italiano, cerca un bacio, una carezza, un gesto che lo riconosca, mentre dentro di sé cresce la consapevolezza di essere un artista. È proprio questa contraddizione a lacerarlo: il “pazzo” che implora amore e l’artista che sa di meritare uno sguardo. Tra solitudine e desiderio, follia e arte, Mario Perrotta dà voce a un uomo sospeso, trasformando il suo grido d’amore in un viaggio nell’umanità più fragile e universale.
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All'inizio dello spettacolo è previsto un momento di interazione. L'attore entra dalla platea. È previsto l'utilizzo di un tono di voce alto e di musica ad alto volume.
